Con il termine  “mal di testa” si definisce qualunque sensazione dolorosa riferita al cranio.
Chi almeno una volta nella vita può dire di non averla provata?

E’ considerato come il disturbo neurologico più frequente.
Si stima che  il 38% della popolazione adulta ne soffre, a questa percentuale va aggiunto un ulteriore 78 % che riferisce episodi sporadici  (Rasmussen, Jensen).

Le donne sono maggiormente colpite rispetto agli uomini, probabilmente perché gli ormoni giocano un ruolo importante nella patogenesi.

Si distinguono  due gruppi:

  1. Cefalee primarie: emicrania, cefalea muscolo tensiva e a grappolo
  2. Cefalee secondarie, dovute a: traumi cranici/ cervicali, disordini vascolari, infezioni sistemiche, disordini dell’articolazione temporo-mandibolare o malocclusione, mancata correzione della vista.

L’emicrania consiste in un attacco acuto che colpisce, per l’appunto, metà del cranio; può essere accompagnata da nausea e vomito e in alcuni casi è preceduta da disturbi visivi (aura) e fotofobia ( disagio di fronte a fonti luminose).
L’emicrania è una patologia a carattere familiare, colpisce maggiormente le donne soprattutto prima del ciclo mestruale.
L’attacco può durare alcune ore o protrarsi per diversi giorni.

La cefalea  muscolo tensiva, invece, viene riferita dalle donne come un “ cerchio alla testa”.
Si manifesta con senso di pesantezza , soprattutto al vertice del cranio.
Non ha carattere pulsante e alcune volte può manifestarsi nella regione della nuca.
La durata è molto variabile, da poche ore a qualche giorno, oppure può raggiungere forme croniche quotidiane.

La cefalea a grappolo ha un meccanismo remittente-recidivante, cioè sono presenti delle fasi attive a cui si alterna una remissione spontanea.
Colpisce soprattutto la regione orbitale, con un dolore che può essere molto intenso.
Solitamente si scatena a seguito di un’alterazione della vascolarizzazione del cranio.

L’osteopatia può considerarsi un trattamento d’elezione per le cefalee poiché, attraverso un iter diagnostico proprio, l’osteopata, può risalire a quale distretto necessiti maggiormente di essere liberato.
Poiché l’osteopata lavora sull’omeostasi del corpo, il trattamento potrebbe essere effettuato in una sede “distante” dal cranio, come ad esempio la cervicale, il bacino o l’addome.
In altri casi, potrebbe rendersi opportuno un trattamento mirato della testa e l’osteopata, attraverso l’ausilio di tecniche cranio- sacrali, può lavorare direttamente sulla mobilità delle ossa craniche andando a favorire un buon drenaggio venoso.

Il professionista nel corso della prima seduta chiederà di descrivere il tipo di dolore, l’intensità e la cadenza con cui si presenta.
I pazienti, solitamente, riferiscono benefici già  dopo un paio di sedute, ma sarà l’osteopata in comune accordo con il paziente a stabilire il numero di trattamenti necessari affinché l’effetto dei trattamenti possa durare nel tempo.